La cucina tipica "carioca"

Rio de Janeiro,  la città più rappresentativa del Brasile (fermata d'obbligo per qualsiasi viaggiatore), ha una vocazione turistica naturale: un'infinità di attività all'aperto nelle rinomate spiagge e altre bellezze naturali, l'anima della popolazione spensierata e festosa e un'intensa programmazione culturale. C'è sempre tanto da fare ma, per conoscerla un po' di più, niente di meglio che assaggiare la cucina locale.  
La città è diventata capitale della Colonia nel 1763 ed è rimasta la capitale del Brasile fino al 1960, con l'inaugurazione di Brasilia. Nel 1822, a seguito degli eventi politici accaduti in Europa nell'inizio del secolo, il Principe Regente D. Pedro de Alcântara de Bragança ha proclamato l'indipendenza del Brasile dal Portogallo, fatto che non ha compromesso in nessun modo il buon rapporto tra i portoghesi e i brasiliani. La cucina carioca, infatti, ha subito una forte influenza dalla cucina portoghese. Nella gastronomia come nella cultura, in tutto lo stato di Rio, si possono anche trovare traccia della presenza di altri gruppi d'immigranti arrivati a partire dell'inizio del XIX secolo come i tedeschi, italiani, libanesi, spagnoli, francesi e giapponesi. A testimonianza dell'immigrazione Svizzera c'è Nova Friburgo, fondata nella zona collinare dell'entroterra, con clima più mite rispetto a quello della costa. 
Curiosamente sono pochi i piatti considerati tipici "carioca", tra i quali il "camarão com chuchu" (gamberi con chayotte), il "Filé a Oswaldo Aranha" (fettona di filetto con contorno di riso bianco, patate e "farofa") e la "Sopa Leão Veloso" (versione tropicale della Bouillabaisse Marsigliese). Una cosa è certa però, la città è sempre stata protagonista, lanciando tendenze che hanno "contagiato" tutto il paese, come nel caso del gelato.  
Il gelato è stato venduto per la prima volta in Brasile nel 1834 nei locali di Lorenço Fallas, che ha importato 217 tonnellate di ghiaccio dagli Stati Uniti, riuscendo a conservarle in grandi cave interrate, coperte di segatura, per quasi cinque mesi. Non c'era allora modo di conservare il gelato, così veniva preparato e servito subito, in orari prestabiliti. ("História do sorvete", Virgínia Brandão, in Correio Gourmand, consultato il 26.06.2014) 
Il piatto più diffuso è la "feijoada", il piatto nazionale. Molto diffusi anche sono la coda di bue, le fettine di fegato, le sardine fritte, le crocchette di baccalà, la trippa, spezzatini, "cozido à carioca", "Bacalhau à Gomes de Sá" (baccalà al forno), dolci a base di tuorli d'uovo, "rabanada", "caldo verde", indiscutibili eredità della cucina portoghese. Non meno importanti, arrivati da altre nazioni e da altre regione del Brasile, sono da segnalare il "pastel", tutti i tipi di salatini, "feijão tropeiro", "tutu de feijão", piatti a base di carne essicata, "escondidinho", "caldinho de feijão preto", "galinhada com quiabo", succhi naturali di frutta, "caipirinha", "batidas", "chopp bem geladinho", "tijelinhas de açaí", tra i tanti. A Rio, a differenza di altre regioni, si utilizzano sempre i fagioli neri e il peperoncino è usato con moderazione. 
Tuttavia, la caratteristica più importante del bere e mangiare a Rio è l'ineguagliabile cultura del "botequim" e del "bancone da bar": un modo semplice, spensierato e rilassato di mangiare, anche per strada e sulla spiaggia. I "botequins/botecos" sono barettini alla buona distribuiti per tutta la città, dove si va non solo per bere e per mangiare, ma principalmente per chiacchierare e stare insieme. Uno dei locali più antichi e di grande importanza storica è il "Café e Restaurante Lamas", aperto nel 1874 a "Catete", nella zona sud. Un classico dei "botequins" è il panino di "pernil com abacaxi" (carne di maiale con ananas) del locale "Cervantes", a Copacabana. 
La creatività e la simpatia degli ambulanti che urlano sulla spiaggia pubblicizzando il loro prodotto sono da molti considerati patrimonio culturale e gastronomico. I prodotti più celebri sono il "biscoito Globo" (biscotto a base di fecola di manioca) e il "mate" (tè freddo), "carioquíssimos" per eccellenza, anche se li puoi trovare in tutto il Brasile. Da segnalare anche il "sucolé", succo di frutta confezionato in sacchetti (la parola "sucolé" deriva dall'unione di "suco" e "picolé", che vuol dire ghiacciolo) e il "Podrão" (da "podre", che vuol dire marcio), l'hot dog fatto con wurstel o salamella, farcito con salsa di cipolle, pomodori e peperoni; maionese; ketchup e senape; piselli; mais dolce lessato; olive; uvette; patate paglia; formaggio grattugiato e tutto ciò che si possa immaginare, a seconda della creatività del "cuoco" ambulante.

Ricette tipiche

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